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Il 15 ottobre, nella sede romana del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, si sono conclusi i lavori di DigitAP. ISPRA riferisce milioni di dati raccolti e un’infrastruttura digitale condivisa per il monitoraggio della biodiversità in 24 parchi nazionali e 31 aree marine protette italiane. [1]
Il progetto, promosso e realizzato dal Ministero con il coordinamento tecnico-scientifico di ISPRA e fondi europei NextGenerationEU, punta a rendere confrontabili le osservazioni su habitat, fauna, specie ittiche e qualità delle acque. ISPRA descrive anche un’infrastruttura cloud e strumenti di consultazione. Il risultato riguarda raccolta e organizzazione delle informazioni: non indica, da solo, che le specie siano aumentate o gli ecosistemi migliorati. [1]
Il lato buono
Usare dati confrontabili tra aree diverse aiuta a costruire una base comune per le decisioni di tutela e per verificare i cambiamenti nel tempo. [1]
Un’idea, in parole semplici
Per proteggere un ambiente bisogna anche sapere come cambia. Il progetto DigitAP ha raccolto milioni di dati e preparato strumenti digitali per osservare 24 parchi nazionali e 31 aree marine protette italiane. I lavori si sono conclusi il 15 ottobre. Monitorare significa osservare e registrare informazioni: per esempio sugli animali, sugli ambienti in cui vivono e sull’acqua. Il Ministero dell’Ambiente ha guidato il progetto con il supporto scientifico di ISPRA e fondi europei. Immagina due squadre che descrivono lo stesso tipo di ambiente usando criteri diversi: confrontare le osservazioni diventa difficile. Dati organizzati in modo compatibile aiutano a farlo. Il risultato annunciato riguarda le informazioni raccolte e gli strumenti. Non dimostra automaticamente che gli animali siano già aumentati o l’acqua migliorata. [1]
Una piccola scoperta da tenere
Che cosa hai scoperto?
I fatti, alla fonte.
- I risultati del progetto DigitAP fotografano la biodiversità delle Aree Protette italiane ISPRA · 15 ott 2026
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