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Lucie Rie: un bottone può raccontare un laboratorio

Dai bottoni agli oggetti in ceramica, Lucie Rie esplorò come forma, superficie e lavoro potessero incontrarsi nelle cose quotidiane.

Teo e Lia osservano bottoni, uno stampo e una ciotola su un tavolo di lavoro immaginario ispirato alla ceramica di Lucie Rie.
Positive Times · ImageGen · Illustrazione assistita da AI

Un bottone può chiudere una giacca e, nello stesso tempo, attirare lo sguardo. Per la ceramista Lucie Rie anche oggetti così piccoli entrarono nel lavoro di progettazione: il Victoria and Albert Museum conserva una selezione dei suoi bottoni per la moda, accanto a tazze, vasi e strumenti. Guardarli insieme permette di seguire una domanda semplice: quanto spazio c’è per scegliere una forma, un materiale e una superficie in un oggetto destinato all’uso? [1]

Rie nacque a Vienna nel 1902 e studiò alla scuola di arti applicate della città. Nel 1938, ebrea, fu costretta a lasciare l’Austria per sfuggire alla persecuzione nazista e arrivò in Gran Bretagna. A Londra allestì un piccolo laboratorio nella casa di Albion Mews. Durante la guerra lavorò ai bottoni per l’azienda del vetraio Fritz Lampl e in seguito sviluppò versioni proprie in gres, una ceramica cotta ad alta temperatura. [1][2]

Un oggetto conservato dal V&A aiuta a capire il lavoro dietro al bottone finito: uno stampo di gesso in due parti, datato circa 1941–1947 e proveniente dal suo studio. Serviva a dare forma ai bottoni di ceramica. La scheda ricorda che Rudi Neufeldt realizzava stampi e pezzi da sottoporre all’approvazione di Rie. Il laboratorio ebbe anche interruzioni durante la guerra; riaprì nel 1945 e nel 1946 vi arrivò Hans Coper. Non era una storia di creatività isolata dal lavoro degli altri. [2]

Le attribuzioni, però, meritano precisione. Il Fitzwilliam Museum conserva cinque bottoni in vetro verde con elementi a rilievo e supporto in ottone, datati circa 1940–1945. La sua scheda indica Rie come probabile progettista, non come attribuzione certa. Il vetro di questi esemplari non va confuso con il gres dei bottoni che Rie produsse in proprio: oggetti simili per funzione possono nascere da materiali e procedure differenti. [3][1]

La ceramica continuò ad accompagnare Rie. Il Metropolitan Museum conserva una sua ciotola di porcellana datata circa 1974–1975: una forma d’uso, diversa per scala e funzione dai bottoni. Il V&A descrive come nelle sue opere superficie e forma collaborassero: smalti, ossidi e sottili segni incisi potevano partecipare all’effetto complessivo. Lo smalto è un rivestimento applicato alla ceramica; non è soltanto un colore da aggiungere alla fine del progetto. [4][1]

Come esempio della redazione, osserva il bottone di un cappotto e una ciotola sul tavolo. Che cosa fanno le loro dimensioni, il bordo e la superficie per il gesto di chi li usa? Questa domanda non dimostra che entrambi siano stati progettati come le opere di Rie. Aiuta però a guardare con attenzione scelte spesso invisibili. L’illustrazione immagina un tavolo di lavoro: non ricostruisce una fotografia né uno specifico oggetto museale. [1][2]

Da portarsi viaSpunto della redazione: scegli un piccolo oggetto che usi spesso e osserva insieme forma, superficie e gesto, prima di decidere quale dettaglio conti di più.

Una piccola scoperta da tenere

Che cosa hai scoperto?

A che cosa serviva lo stampo per bottoni del laboratorio di Rie?
Leggi le fonti (4)
  1. Lucie Rie: a Modernist revolution in British studio ceramics Victoria and Albert Museum · consultata il 17 ott 2026
  2. Button mould, C.109:1, 2-2009 Victoria and Albert Museum · Museum Data Service · consultata il 17 ott 2026
  3. Buttons: C.3A-E-2018 The Fitzwilliam Museum · University of Cambridge · consultata il 17 ott 2026
  4. Bowl, 2014.741.2 The Metropolitan Museum of Art · consultata il 17 ott 2026

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