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Disastro: la stella rimasta dentro una parola
Dentro disastro sopravvive astro, ma l’etimologia racconta la storia di una parola: non dimostra che il cielo provochi le nostre sciagure.
Leggi l’approfondimentoDa dove arrivano le parole? Etimologie, significati e piccoli viaggi nella lingua.
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Ultima scoperta ·
Dentro disastro sopravvive astro, ma l’etimologia racconta la storia di una parola: non dimostra che il cielo provochi le nostre sciagure.
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Una parola italiana tiene insieme il fastidio del dubbio e l’attenzione accurata: la sua storia comincia da una pietruzza.
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La parola italiana paesaggio collega un territorio alla sua visione e rappresentazione; il confronto con il francese aiuta a seguirne la storia.
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Dal verbo greco del delimitare alle possibilità della mente: la stessa parola italiana passa dal paesaggio alle prospettive senza perdere il confine.
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L’origine latina collega merenda al meritare; il significato attuale racconta invece un piccolo pasto, senza condizioni morali da aggiungere.
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La parola italiana pagina risale al latino e conserva un passaggio sorprendente: dal pergolato di viti alla colonna di scrittura.
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La parola italiana che aiuta a guardare da vicino conserva il ricordo di un seme, attraverso una somiglianza di forma.
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La parola italiana porta un’antica dedica alle Muse, ma non ci obbliga a immaginare ogni museo come un deposito immobile.
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Dal tassello di un mosaico al documento nel portafoglio, tessera conserva una storia di oggetti piccoli e funzioni molto diverse.
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Il nome italiano unisce elementi greci dentro una costruzione moderna: racconta una funzione, senza contenere tutta la storia dell’apparecchio.
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Dalla famiglia latina della cura ai desideri di sapere e alle domande indiscrete: il contesto cambia il senso di curiosità.
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La parola italiana orchestra conserva il ricordo di uno spazio teatrale e di un verbo greco legato alla danza.
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Dal luogo della lotta agli esercizi della mente, la stessa parola italiana collega uno spazio concreto a esperienze che mettono alla prova.
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Dal latino fascicŭlus alle carte di una pratica: l’origine di fascicolo aiuta a riconoscere un’idea di raccolta.
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Il nome del quaderno rimanda a fogli raccolti in gruppi: la sua storia si capisce anche piegando carta.
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Un oggetto che associamo alla pioggia conserva una storia linguistica legata all’ombra. Seguiamo i passaggi, senza inventare un inventore.
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La parola italiana conserva il ricordo di una veste romana. L’etimologia spiega il nome, non garantisce le qualità della persona.
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L’etimologia registrata da Treccani conduce a sidus, «astro». Il significato di oggi chiede però attenzione alle cose, non un oroscopo.
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L’italiano «lucido» risale al latino lucidus: il vocabolario distingue superfici brillanti, pensiero chiaro e oggetti che aiutano a disegnare.
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L’italiano «bazar» viene dal persiano bāzār, mercato. Dal luogo degli scambi arriva anche un uso figurato da riconoscere senza confonderlo con l’origine.
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Il piccolo quaderno porta una storia fra arabo e latino medievale: l’origine documentata non racconta una sola forma di appunti.
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Nel nome italiano sopravvive l’idea di cuocere due volte: la storia della parola, però, non detta ogni ricetta di oggi.
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Il termine italiano arriva dal giapponese e unisce piegatura e carta: nel nome convivono una tecnica e gli oggetti che produce.
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Dal greco all'italiano, criterio lega il giudizio a una regola: dichiararla aiuta a capire come arriviamo a una scelta.
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La parola italiana conserva una radice religiosa greca, ma oggi può descrivere anche la gioia concreta di cominciare qualcosa.
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La parola italiana nostalgia unisce una radice legata al ritorno e una al dolore; il suo uso comprende luoghi e tempi.
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L’origine della parola italiana passa per il latino e per i libri degli amici: le fotografie arrivano dopo, nel significato.
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La storia di una parola può conservare un materiale antico anche quando l’oggetto che usiamo oggi è cambiato.
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Una parola del corpo conserva una sorprendente immagine latina: per capirla servono un dizionario e la distinzione fra metafora e anatomia.
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La parola italiana conserva una traccia dei conti romani: la sua storia collega appuntamenti, primi del mese e modi di organizzare il tempo.
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La parola italiana arriva dal greco attraverso il latino: la sua origine illumina il legame fra raccolta, contenitore e luogo.
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La storia di pazienza passa dal latino. Oggi la usiamo anche per la cura di un compito, non soltanto per aspettare.
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L’origine latina è documentata. Per raccontarla bene distinguiamo il percorso della parola dalle immagini poetiche che ci suggerisce.
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La parola italiana ha una storia teatrale e una radice legata al lavoro. Il nome arrivò prima di molti robot familiari.
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Dal latino fenestra all’uso quotidiano: una stessa parola può indicare un’apertura, i suoi infissi e nuovi punti di vista.
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Un oggetto, il suo nome e un’espressione figurata: seguiamo tre indizi senza confondere l’etimologia con la storia di un’invenzione.
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Un’origine documentata e tante frasi da esplorare: scopriamo insieme come cambia il senso di gioco nelle nostre storie.
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L’italiano cultura risale al coltivare latino. La sua storia collega formazione personale e vita condivisa, senza ridurle alla stessa cosa.
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La parola più informale del nostro incontro conserva una storia di deferenza veneziana: conoscere l’origine non significa usarla ancora così.
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Dal latino della tessitura alla lingua di tutti i giorni, una parentela documentata suggerisce un piccolo esercizio di scrittura.
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La parola italiana scuola risale al greco attraverso il latino: all’origine incontriamo tempo libero, poi studio e insegnamento.
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Dentro il nome di chi ci sta accanto c’è il pane condiviso: un’etimologia documentata, da non trasformare in una leggenda.
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Dalle cose che stupiscono allo stupore di chi le guarda: una parola italiana custodisce entrambi i lati della sorpresa.
Leggi l’approfondimentoLetture illustrate con fonti consultabili. Illustrazioni originali realizzate con assistenza AI.